Nel parco, tuttavia, anche altre specie raggiungono discrete dimensioni: due ippocastani (uno con diametro di 67 cm) a fianco della balaustra in legno lungo la salita da viale Mazzoni;
alcuni tigli, di cui uno a metà scalinata (diametro 72 cm) e sei sopra l’ingresso monumentale (il maggiore con diametro di 74 cm);
un grande leccio nei pressi della strada asfaltata che raggiunge la rocca (a un metro da terra si divide in due grosse branche con diametro di 58 e 69 cm);
una sofora (diametro 70 cm), molto alta, contorta e inclinata, non lontano dall’ingresso di via Malatesta.
Particolarit�:
Sulla vicina piazza del Popolo, realizzata nel 1401 spianando parte delle pendici del colle Garampo, si affacciano il porticato Palazzo Comunale, la Loggetta Veneziana e il torrione che ospita il Museo di Scienze Naturali (tel. 0547 356442), edificato da Matteo Nuti, il discepolo di Leon Battista Alberti che a metà del ’400 progettò la celebre Biblioteca Malatestiana di Cesena. Sotto il fronte di questi edifici si apre un passaggio che conduce al versante orientale del parco, cintato da un muro di mattoni sormontato da un’inferriata, nel quale si trova il cancello d’ingresso all’area verde.
Cesena (FC)
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Entrando nel parco dall’ingresso monumentale di viale Mazzoni, chiuso da una ricca cancellata, e salendo per le scalinate che si arrampicano a destra e a sinistra del monumento ai caduti, si incontrano subito alcuni tra gli alberi di maggiori dimensioni: gli imponenti cedri che fanno da sfondo al monumento e ai bastioni dalle terrazze merlate; in alto il muraglione è affiancato da un bel sentiero con alcuni affacci tra i merli, dai quali si ammirano i palazzi di viale Mazzoni e la chiesa di San Domenico. Tutta la pendice rivolta a nord è ricoperta da un sottobosco di specie erbacee spontanee, con gigaro, edera e varie bulbose, e arbusti di olmo, sambuco, calicanto, marruca, alloro e ligustro. Quest’ultima specie, spesso utilizzata nelle piccole siepi formali che accompagnano i vari sentieri e le scalinate, è presente nel parco in grande quantità, con alcuni esemplari insolitamente grandi, tanto da poter essere classificati come alberi (due raggiungono rispettivamente 30 e 36 cm di diametro). Sulla pendice settentrionale, tra gli alberi, verso est si riconoscono pini domestici, alberi di Giuda, ippocastani, cedri, tigli, aceri americani e ricci; sotto il muro della rocca si notano vari cedri dell’Atlante, un agrifoglio e numerosi cipressi; verso ovest crescono un gruppo di cipressi dell’Arizona e cedri dell’Himalaya abbastanza giovani, mentre più in alto, sino al muraglione che chiude a sud il parco, nel ripido pendio crescono molti altri cipressi, sia di vecchio che di recente impianto.
Sul versante orientale del colle, dopo un primo tratto di salita che porta all’ingresso del Museo di Scienze Naturali, si notano una sofora (diametro 65 cm) e due pini domestici (diametri 56 e 49 cm) nei pressi di un tornante del sentiero che sale verso il muro della rocca, fiancheggiato in maniera quasi continua da una siepe di ligustro. Più in alto si notano cedri e tigli dalla tipica potatura a candelabro e, all’ultimo tornante, un cipresso, un leccio (diametro 54 cm)e un tiglio (diametro 52 cm). Un largo viale pianeggiante gira intorno alle mura orientali della rocca, per lo più ombreggiato da tigli, mentre tutta la pendice, dove lo strato arbustivo è composto in prevalenza di alloro, laurotino e ligustro, è punteggiata da cedri di dimensioni notevoli (quasi tutti con diametri tra 65 e 75 cm). Nella parte più alta, proprio sotto le mura della rocca, oltre ad alcune robinie, risalta un altro gruppo di cipressi (il più grande ha un diametro di 42 cm).
L’arco di ingresso della rocca è segnato, nel prato sotto le mura meridionali, da un altro bel filare di cipressi (il primo ha un diametro di 64 cm).Un poco discosto verso valle si erge, l’alto muro dello Sferisterio, realizzato per l’antico gioco del “pallone col bracciale”. Dal vialetto di accesso alla rocca, infine, in corrispondenza di un cancelletto, ha inizio un sentiero in discesa verso via Malatesta e la piazzetta in cui si trova l’ingresso laterale del municipio, che offre begli scorci sulla città e le colline (tra cui il colle Spaziano, con la millenaria abbazia di Santa Maria del Monte).
L’area verde intorno alla rocca fu progettata già alla fine dell’Ottocento, ispirandosi ai canoni del giardino all’inglese, per riforestare le brulle pendici del rilievo (sino ad allora mantenute spoglie per motivi difensivi). L’inaugurazione si tenne però soltanto nel 1924, contestualmente alla realizzazione dell’ingresso monumentale di viale Mazzoni, dedicato ai 600 giovani cesenati caduti nella Prima Guerra Mondiale (da cui la denominazione di “Parco della Rimembranza”). I nomi dei soldati, per ognuno dei quali venne piantato un albero alla memoria, campeggiano su una grande lapide collocata sul muraglione in mattoni, coronato da una merlatura, che sostiene la ripida pendice settentrionale del colle. Tra i giovani cesenati, sul monte Podgora, cadde anche il critico e scrittore Renato Serra (1884-1915), il più illustre letterato di Cesena, al quale è dedicata un’altra lapide collocata nella parte interna della nuova Porta Montanara (una porta della rocca ricostruita lungo via Novello Malatesta nel 1619-21 come accesso alla città dai colli), dove si apre l’altro ingresso del parco. Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1944, con l’approssimarsi del fronte alla città, alle pendici del colle lungo viale Mazzoni furono scavati rifugi antiaerei (oggi recuperati e parzialmente visitabili).