Museo Storico "Dante Foschi"
Via Piero Maroncelli, 3 (c/o Palazzo del Mutilato)
Forlì (FC)
produzione italiana
fregio

lamina d'ottone/ stampaggio
mm 65 (la) 70 (a) 10 (p)
secc. XIX/ XX (1872 - 1930)
Fregio in lamina di ottone stampata, costituito da due carabine incrociate e da una cornetta da cacciatore che incorpora la granata fiammeggiante inclinata verso destra. Al centro è visibile una feritoia rettangolare in cui veniva inserita la linguetta del tondino mobile che riportava il numero di reggimento, in questo caso non conservato.

Fregio per moretto da bersagliere del Regio Esercito: la particolarità del fregio dei bersaglieri, corpo istituito nel 1836 da Carlo Alberto di Savoia su proposta dell'allora capitano del Reggimento Guardie Alessandro La Marmora, sta anche nella foggia stessa della fiamma della granata, che non sale diritta come per le altri armi, ma è fuggente verso destra, così da rappresentare l'andamento di corsa tipico dei bersaglieri. Nello specifico il modello in esame è in lamina di ottone e presenta la granata rimovibile e intercambiabile: ciò colloca la sua realizzazione sicuramente dopo il 1872 in quanto i primi modelli del fregio dell'arma o non comprendevano la granata (dal 1836 al 1848) o erano realizzati in un unico pezzo in ottone fuso, con il numero di reggimento direttamente intagliato sul tondino fisso (dal 1849 al 1872). La singola fessura centrale per l'aggancio della linguetta del tondino mobile colloca poi il fregio entro gli anni '30 del XX secolo: dopo la prima guerra mondiale, infatti, la tipologia di fissaggio del tondino cambiò e le fessure divennero due, in un primo tempo entrambe di forma rettagolare, anche se di dimensioni leggermente diverse, in seguito la superiore rettangolare e l'inferiore circolare.