Chiesa di Santa Caterina detta "Dei Rossi". All'esterno presenta un portale sormontato da un'edicola in pietra con iscrizione dedicatoria a Santa Caterina.
Scuola dei Ceretti, Altare ligneo, legno intagliato e dorato, secolo XVIII. Il monumentale altare ligneo dorato con ciborio ed edicole laterali è attribuito alla scuola dei Ceretti, intaglitori celebri che realizzarono intorno alla metà del secolo XVII grandiosi cibori per le chiese dell'Appennino modenese. Nelle edicole laterali vi sono le statue di San Geminiano e San Giacomo. Dietro l'altare si apre il coro ligneo con l'emblema di Santa Caterina (il cuore trafitto).
Chiesa di Santa Caterina detta "Dei Rossi", interno
Piatto per elemosine, bronzo,secolo XVI. Di produzione tedesca o fiamminga, come diversi altri custoditi in altre chiese dell'Appennino modenese, realizzato probabilmente da artigiani itineranti. Presenta un disegno a fiore con teste zoomorfe e decori a racemi.
Tabernacolo eucaristico, pietra arenaria, metà del secolo XV. Proviene dalla vecchia chiesa di San Bartolomeo. Esempio di scultura tardogotica di area lombarda, presenta un'apertura rettangolare sormontata da un arco trilobo fiancheggiato da pilastrini reggenti elaborati pinnacoli.
Ostensorio, argento, secolo XVIII. Realizzato in argento sbalzato con parti a fusione. Il piede porta la figura del pellicano mistico e intorno al ricettacolo una "gloria" di cherubini e nubi.
Busto-reliquiario di Sant'Antonio da Padova, cartapesta policroma, secolo XVII-VIII. Di gusto popolare è opera di artigianato locale.
Saccaccino saccaccini da Caroi, Madonna col Bambino in trono e i Santi Bartolomeo e Giovanni Battista, olio su tavola, prima metà del secolo XVI. Restaurata nel 1959 è collocata nell'ambito della pittura modenese del primo Cinquecento e in particolare nella cerchia di Bernardino Loschi. L'artista dipinse in loco anche gli affreschi dell'Oratorio di San Rocco nel 1535.
Anonimo, La Vergine di Loreto con i Santi Sebastino, Lorenzo, Stefano e Carlo Borromeo, olio su tela, 1616. La tela faceva parte dell'altare di Santo Stefano fatto erigere dalla famiglia Bonacchi nella vicina chiesa di San Bartolomeo ed è di area bolognese.
Cartagloria, metallo argentato, secolo XVIII. Insieme ad altri due più piccoli fa parte del corredo dell'altare maggiore. La lamina metallica e argentata è applicata su sagoma lignea e presenta una ricca decorazione di gusto rococò a volute e fogliami.
Tabernacolo per gli Oli Santi, pietra arenaria, metà del XVI secolo. Di forma rettangolare è ornato da quattro rosoncini agli angoli, è opera di uno scalpellino locale.
Croce astile, lamina di rame argentato e dorato, primi decenni del secolo XVI. Deriva da schemi quattrocenteschi in uso in area emiliana. Realizzata in lamina metallica applicata su sagoma lignea. Presenta una forma a bracci quadrilobi portanti le effigi degli Evangelisti in placchette realizzate a stampo, il Cristo è a fusione con rifiniture a cesello.
Armadio reliquiario, legno dipinto, fine del secolo XVIII. Insieme ad un altro simile è testimonianza di artigianato devoto locale. La base presenta motivi ornamentali di gusto neoclassico.
Busto-reliquiario di Santo Martire, legno intagliato e argentato, secolo XVII. Fa parte di una serie di quattro busti-reliquiari caratterizzati da forte espressività, probabili opere di artigianato locale.
Anonimo, Altare di San Domenico, ancona e tela, legno intagliato e dorato e olio su tela, 1640. La cornice reca la data 1640 e ospita una tela con la visione detta di Soriano: San Domenico fra la Vergine e le Sante Maria Maddalena e Caterina di Alessandria; è assegnabile ad ambito emiliano della prima metà del secolo XVII.
Fiumalbo

Museo di Arte Sacra

Orari e Tariffe
Per orari di visita e costi del biglietto consultare il sito web o contattare telefonicamente.
Accessibile
Tipologia Collezioni
Storia dell'edificio
Pubblicazioni e Cataloghi
Museo d'Arte Sacra, in i luoghi delle idee. Musei e Raccolte della provincia di Modena, Modena, Provincia, 2005, pp. 74-75.


Venturi S., Museo d'Arte Sacra, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 64, n. 12.


Il Museo d'Arte Sacra di Fiumalbo, Ed. Mobydick, Faenza 1997.

Lenzini P. (a cura di), Il patrimonio nascosto nelle chiese di Fiumalbo, Faenza 1992.
Chiesa di Santa Caterina
Piazza Umberto I
Fiumalbo (MO)
Tel: 0536 739 22
Religione e culto
Arte sacra
TEMPORANEAMENTE CHIUSO
Allestito nello spazio ad aula delle chiesa, il museo conserva dipinti, oreficerie, arredi sacri e paramenti liturgici espressione di un'arte raffinata che si adatta perfettamente alla devozione popolare della montagna. Nell’edificio si conserva, tra altri arredi originali, il pregevole altare maggiore settecentesco interamente dorato, opera di intagliatori della cerchia reggiana dei Ceretti, una ancona lignea intagliata e dorata del 1622. Dietro all'altare si apre il coro a due livelli datato 1754 sovrastato da una grande tela raffigurante "Le Nozze Mistiche di S. Caterina da Siena". Tra le opere di maggior interesse va menzionata una tavola di Saccaccino Saccaccini da Carpi con "La Madonna ed il Bambino" della prima metà del Cinquecento e un"Ultima Cena" cinquecentesca, oltre ad altri interessanti dipinti. Alcune bacheche custodiscono reliquiari, calici, croci, fra le quali una croce astile in rame dorato del '500, arredi sacri, paramenti in preziosi tessuti e alcune campane del campanile distrutto.

The museum located in the church hall, displays paintings, jewels, sacred furnishings, and liturgical parchments reflected a refined form of art that is perfectly adapted to the folk religion of this mountain area. Along with other original furnishings, the building houses the original, fully gilded 18th century altar – made by woodcarvers from Reggio Emilia’s Ceretti workshop – and a carved and glided altarpiece from 1622. Behind the altar is the two-level choir, which dates back to 1745 and is topped by a large painting depicting "The mystic marriage of Saint Catherine". Some of the most valuable paintings include an early 16th century “Madonna and Child” by Saccaccino Saccaccini and a 16th century “Last Supper”, along with other interesting works. Several display cases hold reliquaries, chalices, crosses – including a 16th century gilded copper processional cross, sacred furnishings, paraments fashioned out of expensive fabrics and several bells from the former belltower, which has been destroyed.


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